Sogni insonni.

I tuoi sogni sono insonni

Immersi nella caffeina

Sommersi da gocce di tempo

Contate dal sonno. 

E i tuoi baci sono salati

Anche se non piangi da giorni

Ma metti via lacrime 

Da una vita. 

La tua ombra ha deciso 

Che farà doppio turno.

Anche stanotte.

Per controllarti tra le coperte

E le stelle. 

Per sussurrarti che il tuo cuore 

Ha bisogno di riposo

Che è affaticato. 

E farà il doppio turno

Anche stasera

Per riscaldarti 

Se avrai bisogno 

D’addormentarti 

Sul pavimento. 

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Respiro. 

Scavo una fossa

Sotto alle coperte di flanella

Che profumano di nonna.

Respiro dalla bocca

Per soffiare aria calda

E rendere la pelle leggera

E il cuore appannato di sonno

E gli occhi serrande abbassare

E le ossa aggrappate ai muscoli

E i muscoli aggrappati al materasso

E il materasso, rimasto solo

Che non si aggrappa a niente

Ma regge e sorregge 

Il peso della mia stanchezza

Che è come il peso del mondo

Moltiplicato per cento

Almeno quando sono triste

E sento la mancanza del vento

Che trasporta salsedine

Perché il mio respiro è caldo

Ma quell’infame

Non l’ha mai voluto portare il sale

L’ha sempre reputato

Un po’ troppo banale

Il mare. 

Malinconia

È un umore che come pece

riflette luce,

di un nero elegante

che appiccica l’anima al cuore

e poi alle lacrime

di un cielo sconsolato. 

Rimane in piedi 

a far peso sulla milza

che poi fa peso sul cuore

e sulle tempie in fibrillazione. 

È un umore simile alla pece

ma si fa chiamare “malinconia”

perché suona armonico

ma lei vive in dissonanza. 

Un battito nel barattolo. 

Sul fondo del tuo cuore 

hai nascosto un battito di riserva

per le occasioni speciali.

L’hai chiuso in un barattolo,

come fa chi conserva

dozzine di lucciole

con la speranza che rimanga

almeno un po’ di luce. 

La stanchezza del mondo

si è riflessa nel tuo sguardo

troppe volte in un anno.

Perchè la luce non rimane mai.

Le lucciole se ne vanno

e tu rimani al buio,

con solo un battito nel barattolo

e qualche caramella amara nel cassetto.

 

 A vent’anni ce ne vuole di coraggio,

per non tremare 

sotto al peso del futuro. 

Ce ne vuole di coraggio

per rimane in piedi 

e camminare ad occhi aperti

ma mai completamente spenti. 

Ci vuole tanto coraggio

per dare amore 

a chi è solo di passaggio

e a chi si compre il cuore

quando dice di amare

ma poi non rimane,

non rimane mai. 

A vent’anni ce ne vuole di coraggio

tu lo sai

e lo tieni stretto quel barattolo

con il battito di riserva

che dovresti consumare almeno oggi

perché  é un occasione speciale.

E per domani non ti preoccupare

te ne regalo uno io 

ma promettimi che lo conserverai

come fosse l’unica lucciola 

che per illuminarti il cammino

è rimasta, seduta 

sul fondo del tuo cuore.