Stella senza spine. 

Tu sei una stella senza spine

Che ha il vizio di brillare 

Sempre e solo al confine 

Del cielo. 

Tu sei una stella senza spine

Che ha il vizio di amare 

Il buio 

Perché la luce proprio

Non ti piace. 

Soprattutto la tua

Quella un po’ la odi.

Chissà perché poi guardi il mondo 

Dal basso

Anche se sei più in alto

Delle nuvole. 

E chissà perché poi illumini d’azzurro

E ti senti più nera del buio. 

Tu sei una stella senza spine

Che ha il vizio di sorridere

E poi tremare. 

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Surrealtà. 

La surrealtà delle orchidee

assomiglia al profumo del mare.

E un po’ anche alle stelle senza spine

e alle rose che perdono petali.

 
La surrealtà delle orchidee

assomiglia al rumore delle ali

dei gabbiani bagnate dal sale

e al suono di passi sugli scalini.

 
La surrealtà delle orchidee

assomiglia tanto ai girasoli

che inseguono il sole

e rimangono malinconici solo

quando il cielo è terra delle nuvole.

Trincea. 

È una guerra di logoramento.

Perde il vile amante del tempo. 

E noi stiamo in trincea

Con l’indice bagnato

Che si allunga verso l’alto,

I fucili sotto braccio

Pronti all’attacco,

Gli avanzi di coraggio

Tra i denti cariati

Per crudi baci salati.
Baci rubati 

Nascosti, sviliti. 

Baci concreti 

Che contengono minuti. 

Ambasciatori di nemici

che portano i saluti

dei vinti.