Sulla luna. 

Dirò di averti vista tra le crepe

Di una casa in rovina

Coperta dall’edera,

Quella che cresce su una sola collina

Della luna. 

Dirò di averti vista tra le lacrime

Del sole d’Agosto 

Quello che sembra più una nuvola

E che poi si scioglie nel mare

Ogni singola sera, alle 9. 

Dirò di averti vista 

Quando eri poco meno di te stessa 

E un po’ meno una maschera

da quando hai contato fino a 10

Ma all’incontrario

E non perché si fa

Ma perché hai il cuore che rintocca 

I secondi accordato con il La

Del telefono. 

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Sputo. 

È uno sputo di tristezza 

Che mi toglie il sapore del bene

Da labbra piene

Di ogni genere d’insicurezza. 

È uno sputo di tristezza 

Che dà una lucidata 

Ad una fottutissima etichetta

Nuova di zecca

E vecchia contemporaneamente

Come una polaroid del 1937. 

È uno sputo di tristezza

Solo uno sputo 

Perché poco di più sarebbe troppo

Anche per quelli che hanno consapevolezza

Di predicare crudeltà abnorme,

Di regalare sguardi disumani

Ma noi, ricordatelo

Noi abbaiamo come i cani,

Noi facciamo più rumore

Di un cacciabombardiere. 

La notte pizzica le stelle.

La notte suona l’inquietudine

delle parole non dette.

Pizzica le stelle

e soffia sulle foglie

nuove per la primavere

che ha chiamato i fiori

all’appello.

 

La notte suona l’inquietudine

delle parole non dette.

Posa pesi sul cuore

per farlo allenare

mentre produce accordi

solo in minore.

 

La notte suona l’inquietudine

delle parole non dette,

suona la sicura, esterna

banalità  dell’amore

che dall’interno

assomiglia di più

al suono dei pianeti

che non smettono di girare.

 

 

 

 

Attenzione selettiva. 

Sei stata Z in una folla di O. 

Distinta dal grigio. 

Diversa dal caos.

Ma caos costante 

in ogni cellula e sinapsi. 
Sei stata una Z in una folla di O.

Il volto amato che risalta

ad occhi amanti 

anche tra mille altri volti 

simili a te 

ma mai simili abbastanza

per confonderti

per perderti

per sovrastarti.

Son sempre stata pronta a trovarti

attenta selettivamente

innamorata, intrappolata

crudelmente. 
Ora vorrei solo trasformarti in una Q 

per nasconderti in un mare di O. 

 

Etichetta.

Mediocre tentativo

Di essere qualcuno.

Ma mi si addice più: “nessuno”.

Lo scrivo sulla fronte

Con le dita sporche

Di tempera nera e polvere.

Etichetta necessaria

Per essere smistata

Tra i capi economici

Di un grande magazzino.

Neanche la lode in amore mi hanno dato

Un 18 secco, appena sufficiente.

Giusto per lo sforzo di essermi seduta

Tra quella branca di gente

che preparava amortentia.

Giusto per il dolore di una ferita aperta.

Giusto per la pessima mira

di un piccolo arciere

Che ha fatto cilecca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una casa sull’albero

Una casetta sull’albero

ti basta per essere felice?

Con una scala di corda

per salire

e un scatola sempre piena di tempere

sul piccolo portico

che se ci viene voglia di cambiare

colore alle pareti

ogni volta che cambiamo umore

possiamo farlo.

Una casetta sull’albero

ti basta come offerta?

Posso costruirla io.

Avanzerà qualche chiodo,

qualche piolo,

qualche tavola di legno chiaro.

Ma ti prometto che sarà stabile

il più possibile.

Ti prometto che sarà bella,

che avrà il profumo di una casa vera

e calore, come ci fosse un termosifone

e non solo il mio respiro.

Ti prometto che sarà accogliente

con le cornici

e i fiori freschi.
Una casetta sull’albero

mi basta per averti?

Ho i capelli corti per pensare meglio

Volevo un titolo che mi rappresentasse di più. 


Quando ho aperto il Blog, ormai più di un anno fa, non avevo una frase mia che potesse presentarmi. 

Ho vagato un po’ sul web e tra vari testi di canzoni la frase “You won’t ever be alone” mi era sembrata la più adatta. Forse un po’ banale ma per il periodo che stavo vivendo era perfetta. 

Ora come ora mi trovo a mettere dentro a questo piccolo spazio di connessione più parti di me di quanto avrei voluto inizialmente, di quanto avevo programmato. 

Io ho i capelli corti e questo Blog quindi deve avere i capelli corti proprio come me. 

Concludo questo articolo informativo dicendo che l’url resterà uguale a causa della mia incapacità informatica. Probabilmente c’è un modo per cambiarlo, o forse no. 

E approfitto anche per dire, a chi non mi segue su fb, che questo Blog ha una pagina. 

Che per il criterio di coerenza si chiama, appunto: Ho i capelli corti per pensare meglio. 
A presto!