Glossario militare.

Due strati di smalto

che ho messo per sfizio.

Consumato dalla sabbia.

Consumata dalla rabbia.

Tolto durante un conflitto,

campo di battaglia: lo specchio.

Difesa inconsistente,

Attacco formato dalle unghie,

schierate dopo una rapida lettura

del glossario militare.

Formazione a testuggine romana,

pezzi di smalto spinti al confine

quel che rimane è il contrario dell’amore.

 

Ho i capelli corti per pensare meglio- pagine Facebook

 

 

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Bastardo! 

Schiocca la lingua

Contro al palato

E tiene il cuore

Leggermente socchiuso. 

Schiocca la lingua 

Contro al palato

E sbatte sul tetto di parole

Anche il vizio di non parlare. 

Vizio che ha da anni

Che le toglie migliaia di secondi. 

Che le toglie la voglia anche di gridare.

Di gridare al cielo che è un bastardo 

Che ha sempre da chiedere

Ma mai da dare in cambio.

Passo storto


Andrò all’inferno

Con passo storto.

Per non darvi quel che volete:

Un cuore morto.

Perché è lui il mio perno,

Quel che mi tiene incastrata 

a questa vita contorta

Vissuta come il mio passo:

storta. 

E se fosse morto 

Sopravvivrei soltanto

Ma forse non merito più di questo?

Forse non merito più di un cuore morto?

Io credo di sì. 

Parlami.

Parlami del rumore del tuo sorriso

che è uguale a quello di tua mamma

e del perché sia così corroso

anche se non hai rimasugli d’acido

sulle labbra.

 

Parlami di quella volta che sei inciampata nel mare

e uno scoglio ti ha tenuta a galla

e di quando la testa ti è diventata leggera

senza il bisogno di vino, ne’ di birra

ma solo di un bacio

sulle labbra.

 

Parlami di quando hai chiuso gli occhi

per rimanere sveglia

e di quando hai bevuto caffè

per sconfiggere l’insonnia.

 

Parlami

Ti prego, parlami dei tuoi occhi

che bevono la luce delle stelle

e vomitano l’inconsistenza della sabbia

che mescolata alla primavera

assomiglia al sapore che hai

sulle labbra.

 

 

 

 

 

 

 

Stella senza spine. 

Tu sei una stella senza spine

Che ha il vizio di brillare 

Sempre e solo al confine 

Del cielo. 

Tu sei una stella senza spine

Che ha il vizio di amare 

Il buio 

Perché la luce proprio

Non ti piace. 

Soprattutto la tua

Quella un po’ la odi.

Chissà perché poi guardi il mondo 

Dal basso

Anche se sei più in alto

Delle nuvole. 

E chissà perché poi illumini d’azzurro

E ti senti più nera del buio. 

Tu sei una stella senza spine

Che ha il vizio di sorridere

E poi tremare. 

Surrealtà. 

La surrealtà delle orchidee

assomiglia al profumo del mare.

E un po’ anche alle stelle senza spine

e alle rose che perdono petali.

 
La surrealtà delle orchidee

assomiglia al rumore delle ali

dei gabbiani bagnate dal sale

e al suono di passi sugli scalini.

 
La surrealtà delle orchidee

assomiglia tanto ai girasoli

che inseguono il sole

e rimangono malinconici solo

quando il cielo è terra delle nuvole.